PROTOURISM   GUIDED TOURS IN ROME english version

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Borromini

Francesco Castelli originario del Canton Ticino era figlio di Giovanni Domenico, scalpellino, e di Anastasia Garvo. Iniziata la carriera di intagliatore di pietre, si trasferì ancora giovane a Milano per studiare architettura. Quando arrivò a Roma, nel 1619, cambiò il proprio nome da Castelli a Borromini e iniziò a lavorare per Carlo Maderno, suo parente, alla Basilica di San Pietro in Vaticano. Quando Maderno morì, si unì al gruppo di Gian Lorenzo Bernini, col quale completò il lavoro di Palazzo Barberini , dove progettò lo scalone elicoidale.

Nel 1634 ottenne il suo primo lavoro personale, la costruzione di San Carlino alle Quattro Fontane e dell'annesso convento. Questo fu organizzato intorno ad un chiostro di forma rettangolare e con gli angoli smussati e leggermente convessi. La chiesa era tanto piccola che lui sresso disse di poterla inglobare in uno dei pilastri di San Pietro.Venne edificata con pianta ellittica, aprendo quattro grandi nicchie in modo da creare un continuo e ondulato trapasso tra superfici concave e convesse, la cupola ovale fu rivestita con cassettoni di varie forme che rimpiccioliscono verso il centro in modo da aumentare l'impressione di altezza. Illuminato da una luce diffusa proveniente sia dalla lanterna che da finestre aperte sul tamburo.

Tra il 1637 e il 1640 lavorò alla Casa professa e all' Oratorio dei Filippini, (chiesa Nova) nella cui facciata alla convessità della campata centrale dell'ordine inferiore corrisponde la concavità della nicchia dell'ordine superiore.

Nel 1642 inizia i lavori a Sant'Ivo alla Sapienza, la chiesa annessa allo studio romano diventato poi università,oggi archivio di stato. La pianta a stella, formata dall'unione di due triangoli , deriva dalla stilizzazione dell'ape, simbolo della famiglia Barberini.

L'interno ha un fluire concavo e convesso che viene interrotto da angoli e segmenti rettilinei. La cupola, innestata direttamente sui muri perimetrali, segue il ritmo delle sporgenze e rientranze delle pareti , in modo da accelerare dinamicamente la sensazione di elevazione verticale della cupola. All'esterno la cupola è coperta da un tamburo convesso e si conclude con un'alta lanterna con un coronamento a spirale.

Nel 1646 Innocenzo X affidò a Borromini il rimmovamento interno della basilica di San Giovanni in Laterano.

Non volendo abbattere le antiche strutture murarie e dovendo conservare il cinquecentesco soffitto ligneo ancora in ottimo stato,  Borromini ingabbiò le colonne a due a due entro grandi pilastri. Racchiudendo le vecchie pareti in muri doppi aperti da finestre ovale, nella navata centrale creò nicchie incurvate verso l'esterno e le racchiuse tra i pilastri, mentre le navate laterali furono coperte con vari tipi di volte a botte e ribassate con delle cupolette.

Dal 1646 il Borromini realizzò la facciata del Collegio di Propaganda Fide,(P.zza di Spagna). Per l'annessa cappella dei Re Magi disegnò una volta ribassata con linnee che inquadrando un esagono con l'emblema dello Spirito Santo.

A Sant'Agnese in Agone capovolse il progetto originario di Girolamo Rainaldi e di suo figlio Carlo, che prevedeva l'ingresso principale in Via di Santa Maria dell'Anima,ampliando la facciata  per includere alcune parti dell'attiguo palazzo Pamphili,su Piazza Navona guadagnando così lo spazio per le due torri campanarie, ciascuna delle quali ha un orologio, come in San Pietro. Inoltre trasformò la pianta da una croce greca in un ottagono sfondato da cappelle alternate a larghi pilastri; la cupola si poggia su un alto tamburo. La chiesa nel suo complesso è come una serie di strutture con valori opposti che si bilanciano tra di loro.La facciata prendendo a modello quella del Maderno di S.Pietro la rese concava in modo da fare da contrappeso la convessità del tamburo e della cupola, mentre all'espansione orizzontale data dalla stessa  facciata fanno da contrappeso gli elementi che si slanciano in verticale: i due campanili e la cupola. Borromini a causa della morte di Papa Innocenzo X perse il lavoro prima che esso fosse terminato ed il nuovo Papa, Alessandro VII, e il Principe Camillo Pamphili richiamarono Carlo Rainaldi, che però non fece delle modifiche sostanziali e quindi la chiesa viene considerata comunque espressione delle idee di Borromini.

Borromini insieme al Bernini sono considerati i massimi autori del barocco e probabilmente proprio per questo suo carattere sempre in competizione con se stesso che nell'estate del 1667, Borromini, in depressionein una delle sue crisi di nervi, si suicidò infilsandosi con una spada ed ebbe una lunga agonia prima di portare a termine la cappella Falconieri nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, dove è stato sepolto vicino a Maderno.Avendo avuto una lunga agonia venne tenuto in considerazione il suo pentimento tanto da farlo seppellire all’interno di una chiesa ma per lungo tempo la sua tomba non ebbe alcun tipo di indicazione successivamente fu aggiunta questa iscrizione:

FRANCISCVS BORROMINI TICINENSIS

EQVES CHRISTI

QVI

IMPERITVRAE MEMORIAE ARCHITECTVS

DIVINAM ARTIS SVAE VIM

AD ROMAM MAGNIFICIS AEDIFICIIS EXORNANDAM VERTIT

IN QVIBUS

ORATORIVM PHILLIPINVM S. IVO S. AGNES IN AGONE

INSTAVRATA LATERANENSIS ARCHIBASILICA

S. ANDREAS DELLE FRATTE NVNCVPATUM

S. CAROLVS IN QVIRINALI

AEDES DE PROPADANDA FIDE

HOC AVTEM IPSVM TEMPLVM

ARA MAXIMA DECORAVIT

NON LONGE AB HOC LAPIDE

PROPE MORTALES CAROLI MADERNI EXUVVIAS

PROPINQVI MVNICIPIS ET AEMVLI SVI

IN PACE DOMINI QVIESCIT

Il suo ritratto è stata riprodotto sulla banconota da 100 Franchi svizzeri negli anni '80.

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